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27 FEB 2026

Comunicato stampa 27-02-2026

PROTOCOLLO D'INTESA CON I TRIBUNALI PER GLI INCARICHI GIUDIZIALI: L'UNGDCEC IN PRIMA LINEA PER I GIOVANI PROFESSIONISTI

L’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili lancia un’iniziativa di portata nazionale per favorire l’accesso dei giovani professionisti agli incarichi conferiti dall’Autorità Giudiziaria nell’ambito delle procedure di crisi e insolvenza. L’UNGDCEC ha elaborato e proposto alle proprie Unioni locali un Protocollo d’intesa da sottoscrivere con le Sezioni procedure concorsuali dei Tribunali italiani, ai sensi dell’art. 5, comma 3, del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (D.Lgs. n. 14/2019).

L’iniziativa nasce dalla consapevolezza di una professione che, secondo i dati più recenti elaborati dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti e dall’Osservatorio delle libere professioni di Confprofessioni, registra un progressivo invecchiamento della platea degli iscritti e una crescente difficoltà di accesso per le nuove generazioni. L’età media dei Dottori Commercialisti iscritti all’Albo supera ormai i 50 anni, mentre la quota degli under 40 continua a ridursi anno dopo anno. A fronte di un numero di iscritti complessivamente stabile, si assiste a un calo significativo delle nuove iscrizioni e a un’erosione delle fasce più giovani della professione. Il rischio concreto è quello di una professione che non riesce più a rinnovarsi, con evidenti ripercussioni sulla qualità e sulla continuità dei servizi resi al tessuto economico del Paese.

Nel settore degli incarichi giudiziali, questo fenomeno assume connotazioni ancora più marcate. Nonostante il Codice della Crisi abbia espressamente sancito, agli articoli 5 e 358, i principi di trasparenza, rotazione ed efficienza nelle nomine, la realtà di molti Tribunali italiani evidenzia ancora una forte concentrazione degli incarichi in capo a un numero ristretto di professionisti, rendendo di fatto difficoltoso l’ingresso di nuove leve qualificate nel circuito delle procedure concorsuali. Le Linee Guida sulle Buone Prassi emanate dal Consiglio Superiore della Magistratura nel luglio 2022 hanno peraltro ribadito l’importanza di un’adeguata turnazione e dell’inserimento di professionalità crescenti, ma senza un impegno strutturato sul territorio questi principi rischiano di restare sulla carta.

Il Protocollo proposto dall’UNGDCEC interviene proprio su questo fronte. Il testo, frutto di un attento lavoro di sintesi tra le esigenze della funzione giurisdizionale e quelle di rinnovamento della professione, disciplina i criteri per il conferimento degli incarichi di curatore, commissario giudiziale, liquidatore e ausiliario. Il Protocollo introduce la figura del “Giovane Professionista” – definito come il soggetto iscritto all’Elenco ex art. 356 del CCII, con meno di 43 anni e con non più di tre nomine pregresse – e prevede per tali soggetti un percorso di inserimento progressivo: dalle procedure più semplici a quelle di maggiore complessità, anche attraverso meccanismi di affiancamento con professionisti più esperti e la nomina quali coadiutori in procedure particolarmente articolate.

L’impianto del Protocollo si fonda su quattro pilastri: trasparenza nella formazione e nell’aggiornamento degli elenchi interni dei professionisti nominabili; rotazione effettiva degli incarichi, calibrata non solo sul numero ma anche sulla complessità e sulla remuneratività delle procedure; parità di genere, con l’impegno del Tribunale a garantire un’attribuzione equa degli incarichi a favore del genere meno rappresentato in ciascuna fascia professionale; e valorizzazione delle nuove professionalità, nella convinzione che il futuro della gestione della crisi d’impresa passi anche dalla capacità di formare e far crescere una nuova generazione di professionisti competenti.

Il Protocollo è stato trasmesso alle Unioni locali con l’invito a proporlo ai Tribunali competenti del proprio territorio. L’UNGDCEC è consapevole che le prassi sono difformi da Tribunale a Tribunale: esistono realtà virtuose in cui la rotazione è effettiva, e altre in cui lo spazio per i giovani professionisti è ancora estremamente limitato. Proprio per questo l’iniziativa si propone come strumento concreto e operativo, che non si limita ad enunciare principi ma offre un modello replicabile su tutto il territorio nazionale.

L’UNGDCEC conferma il proprio impegno a tutela dei giovani colleghi e del futuro della professione. L’accesso agli incarichi giudiziali non è soltanto una questione di opportunità professionale individuale: è una questione di sistema. Una professione che non investe sui propri giovani è una professione destinata ad impoverirsi. Al contrario, favorire il ricambio generazionale significa garantire la qualità e l’efficienza delle procedure a beneficio dei creditori, delle imprese in difficoltà e dell’intero sistema economico. L’Unione Nazionale continuerà a lavorare con determinazione su questo fronte, monitorando l’attuazione dei Protocolli sottoscritti e promuovendo ogni iniziativa utile a rendere effettivi i principi di equità e rinnovamento sanciti dal Codice della Crisi.

 

 

Roma, 27/02/2026 

La Giunta UNGDCEC