PROTOCOLLO D'INTESA CON I TRIBUNALI PER GLI INCARICHI GIUDIZIALI:
L'UNGDCEC IN PRIMA LINEA PER I GIOVANI PROFESSIONISTI
L’Unione Nazionale Giovani Dottori
Commercialisti ed Esperti Contabili lancia un’iniziativa di portata nazionale
per favorire l’accesso dei giovani professionisti agli incarichi conferiti
dall’Autorità Giudiziaria nell’ambito delle procedure di crisi e insolvenza.
L’UNGDCEC ha elaborato e proposto alle proprie Unioni locali un Protocollo
d’intesa da sottoscrivere con le Sezioni procedure concorsuali dei
Tribunali italiani, ai sensi dell’art. 5, comma 3, del Codice della Crisi
d’Impresa e dell’Insolvenza (D.Lgs. n. 14/2019).
L’iniziativa nasce dalla consapevolezza di una
professione che, secondo i dati più recenti elaborati dalla Fondazione
Nazionale dei Commercialisti e dall’Osservatorio delle libere professioni di
Confprofessioni, registra un progressivo invecchiamento della platea degli
iscritti e una crescente difficoltà di accesso per le nuove generazioni. L’età
media dei Dottori Commercialisti iscritti all’Albo supera ormai i 50 anni,
mentre la quota degli under 40 continua a ridursi anno dopo anno. A fronte
di un numero di iscritti complessivamente stabile, si assiste a un calo
significativo delle nuove iscrizioni e a un’erosione delle fasce più giovani
della professione. Il rischio concreto è quello di una professione che non
riesce più a rinnovarsi, con evidenti ripercussioni sulla qualità e sulla
continuità dei servizi resi al tessuto economico del Paese.
Nel settore degli incarichi giudiziali, questo
fenomeno assume connotazioni ancora più marcate. Nonostante il Codice della
Crisi abbia espressamente sancito, agli articoli 5 e 358, i principi di
trasparenza, rotazione ed efficienza nelle nomine, la realtà di molti
Tribunali italiani evidenzia ancora una forte concentrazione degli incarichi in
capo a un numero ristretto di professionisti, rendendo di fatto
difficoltoso l’ingresso di nuove leve qualificate nel circuito delle procedure
concorsuali. Le Linee Guida sulle Buone Prassi emanate dal Consiglio Superiore
della Magistratura nel luglio 2022 hanno peraltro ribadito l’importanza di
un’adeguata turnazione e dell’inserimento di professionalità crescenti, ma
senza un impegno strutturato sul territorio questi principi rischiano di
restare sulla carta.
Il Protocollo proposto dall’UNGDCEC interviene
proprio su questo fronte. Il testo, frutto di un attento lavoro di sintesi tra
le esigenze della funzione giurisdizionale e quelle di rinnovamento della
professione, disciplina i criteri per il conferimento degli incarichi di
curatore, commissario giudiziale, liquidatore e ausiliario. Il Protocollo
introduce la figura del “Giovane Professionista” – definito come il
soggetto iscritto all’Elenco ex art. 356 del CCII, con meno di 43 anni e con
non più di tre nomine pregresse – e prevede per tali soggetti un percorso di
inserimento progressivo: dalle procedure più semplici a quelle di maggiore
complessità, anche attraverso meccanismi di affiancamento con professionisti
più esperti e la nomina quali coadiutori in procedure particolarmente
articolate.
L’impianto del Protocollo si fonda su quattro
pilastri: trasparenza nella formazione e nell’aggiornamento degli
elenchi interni dei professionisti nominabili; rotazione effettiva degli
incarichi, calibrata non solo sul numero ma anche sulla complessità e sulla
remuneratività delle procedure; parità di genere, con l’impegno del
Tribunale a garantire un’attribuzione equa degli incarichi a favore del genere
meno rappresentato in ciascuna fascia professionale; e valorizzazione delle
nuove professionalità, nella convinzione che il futuro della gestione della
crisi d’impresa passi anche dalla capacità di formare e far crescere una nuova
generazione di professionisti competenti.
Il Protocollo è stato trasmesso alle Unioni
locali con l’invito a proporlo ai Tribunali competenti del proprio territorio.
L’UNGDCEC è consapevole che le prassi sono difformi da Tribunale a Tribunale:
esistono realtà virtuose in cui la rotazione è effettiva, e altre in cui lo
spazio per i giovani professionisti è ancora estremamente limitato. Proprio
per questo l’iniziativa si propone come strumento concreto e operativo, che non
si limita ad enunciare principi ma offre un modello replicabile su tutto il territorio
nazionale.
L’UNGDCEC conferma il proprio impegno a tutela
dei giovani colleghi e del futuro della professione. L’accesso agli incarichi
giudiziali non è soltanto una questione di opportunità professionale
individuale: è una questione di sistema. Una professione che non investe sui
propri giovani è una professione destinata ad impoverirsi. Al contrario,
favorire il ricambio generazionale significa garantire la qualità e
l’efficienza delle procedure a beneficio dei creditori, delle imprese in
difficoltà e dell’intero sistema economico. L’Unione Nazionale continuerà a
lavorare con determinazione su questo fronte, monitorando l’attuazione dei
Protocolli sottoscritti e promuovendo ogni iniziativa utile a rendere effettivi
i principi di equità e rinnovamento sanciti dal Codice della Crisi.
Roma, 27/02/2026
La Giunta UNGDCEC