MANOVRA DI
BILANCIO: UNGDCEC CHIEDE L’ABROGAZIONE DELLA NORMA SUI COMPENSI AI
PROFESSIONISTI DELLA PA
L’Unione
Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (UNGDCEC) esprime
netto dissenso rispetto alla previsione contenuta nella Legge di Bilancio 2026,
attualmente all’esame della Commissione Bilancio del Senato, che subordina il
pagamento dei compensi ai professionisti alla preventiva verifica della
regolarità fiscale e contributiva.
Si tratta di
una misura sproporzionata, discriminatoria e distorsiva, che introduce un
obbligo di “compliance preventiva” che colpisce in modo selettivo
professionisti che svolgono incarichi essenziali per il funzionamento della
Pubblica Amministrazione, spesso in contesti caratterizzati da ritardi nei
pagamenti, carichi finanziari elevati e compensi già soggetti a controlli
stringenti, con impatti immediati su liquidità, continuità operativa degli
studi e qualità dei servizi resi a cittadini e imprese. In concreto, la norma
rischia di trasformare il rapporto professionista-PA in un sistema di
pagamento “a condizione”, in cui la prestazione è resa, ma il corrispettivo
diventa incerto e differibile.
Ribadiamo con
forza che la regolarità fiscale e contributiva è un dovere e un valore che la
categoria promuove quotidianamente. Tuttavia, trasformarla in condizione
sospensiva del pagamento per attività già svolte per la PA, significa
introdurre un meccanismo punitivo e inefficiente, che sposta sui professionisti
il costo e l’onere operativo della riscossione e, soprattutto, scarica sugli
stessi il rischio finanziario derivante da verifiche, ritardi e disallineamenti
informativi della stessa macchina pubblica, che, come ben sappiamo, sono
all’ordine del giorno.
Ribadiamo la
necessità di:
·distinguere tra situazioni di irregolarità strutturale e posizioni
debitorie contingenti;
·evitare che il pagamento di compensi per prestazioni già rese
venga utilizzato come strumento di pressione finanziaria improprio;
·tutelare il principio di proporzionalità e ragionevolezza
dell’azione amministrativa.
La categoria
dei liberi professionisti è, infatti, già fortemente vessata da adempimenti,
burocrazia, duplicazioni documentali e continue richieste di attestazioni,
spesso non interoperabili tra amministrazioni. Inserire un ulteriore vincolo,
peraltro potenzialmente applicabile anche in presenza di posizioni contestate,
non definitive o oggetto di rateazione, significa alimentare contenziosi,
incertezza e blocchi di cassa, compromettendo la sostenibilità economica degli
studi e l’efficienza complessiva del sistema.
Alla luce
delle criticità evidenziate, riteniamo necessaria l’abrogazione della norma,
non essendo sufficienti interventi correttivi parziali su una disposizione che
incide in modo diretto sul diritto al compenso e sul rapporto di collaborazione
tra professionisti e Pubblica Amministrazione.
Chiediamo
pertanto al Governo e al Parlamento un intervento immediato e risolutivo, volto
a eliminare una misura che introduce un precedente pericoloso nei rapporti tra
Stato e professionisti, rendendoci sin da ora disponibili a partecipare ad un
tavolo tecnico con istituzioni e amministrazioni competenti per individuare
soluzioni che rafforzino la compliance in modo equilibrato, evitando
scorciatoie punitive e garantendo al contempo la sostenibilità economica dei
professionisti, la continuità dei servizi e la funzionalità della macchina
pubblica.
Roma, 17/12/2025
La Giunta UNGDCEC