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17 DIC 2025

Comunicato stampa UNGDCEC 17-12-2025


 MANOVRA DI BILANCIO: UNGDCEC CHIEDE L’ABROGAZIONE DELLA NORMA SUI COMPENSI AI PROFESSIONISTI DELLA PA 

L’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (UNGDCEC) esprime netto dissenso rispetto alla previsione contenuta nella Legge di Bilancio 2026, attualmente all’esame della Commissione Bilancio del Senato, che subordina il pagamento dei compensi ai professionisti alla preventiva verifica della regolarità fiscale e contributiva.

Si tratta di una misura sproporzionata, discriminatoria e distorsiva, che introduce un obbligo di “compliance preventiva” che colpisce in modo selettivo professionisti che svolgono incarichi essenziali per il funzionamento della Pubblica Amministrazione, spesso in contesti caratterizzati da ritardi nei pagamenti, carichi finanziari elevati e compensi già soggetti a controlli stringenti, con impatti immediati su liquidità, continuità operativa degli studi e qualità dei servizi resi a cittadini e imprese. In concreto, la norma rischia di trasformare il rapporto professionista-PA in un sistema di pagamento “a condizione”, in cui la prestazione è resa, ma il corrispettivo diventa incerto e differibile.

Ribadiamo con forza che la regolarità fiscale e contributiva è un dovere e un valore che la categoria promuove quotidianamente. Tuttavia, trasformarla in condizione sospensiva del pagamento per attività già svolte per la PA, significa introdurre un meccanismo punitivo e inefficiente, che sposta sui professionisti il costo e l’onere operativo della riscossione e, soprattutto, scarica sugli stessi il rischio finanziario derivante da verifiche, ritardi e disallineamenti informativi della stessa macchina pubblica, che, come ben sappiamo, sono all’ordine del giorno.

Ribadiamo la necessità di:

·distinguere tra situazioni di irregolarità strutturale e posizioni debitorie contingenti;

·evitare che il pagamento di compensi per prestazioni già rese venga utilizzato come strumento di pressione finanziaria improprio;

·tutelare il principio di proporzionalità e ragionevolezza dell’azione amministrativa.

La categoria dei liberi professionisti è, infatti, già fortemente vessata da adempimenti, burocrazia, duplicazioni documentali e continue richieste di attestazioni, spesso non interoperabili tra amministrazioni. Inserire un ulteriore vincolo, peraltro potenzialmente applicabile anche in presenza di posizioni contestate, non definitive o oggetto di rateazione, significa alimentare contenziosi, incertezza e blocchi di cassa, compromettendo la sostenibilità economica degli studi e l’efficienza complessiva del sistema.

Alla luce delle criticità evidenziate, riteniamo necessaria l’abrogazione della norma, non essendo sufficienti interventi correttivi parziali su una disposizione che incide in modo diretto sul diritto al compenso e sul rapporto di collaborazione tra professionisti e Pubblica Amministrazione.

Chiediamo pertanto al Governo e al Parlamento un intervento immediato e risolutivo, volto a eliminare una misura che introduce un precedente pericoloso nei rapporti tra Stato e professionisti, rendendoci sin da ora disponibili a partecipare ad un tavolo tecnico con istituzioni e amministrazioni competenti per individuare soluzioni che rafforzino la compliance in modo equilibrato, evitando scorciatoie punitive e garantendo al contempo la sostenibilità economica dei professionisti, la continuità dei servizi e la funzionalità della macchina pubblica.

 

  

Roma, 17/12/2025  

La Giunta UNGDCEC