INPS ANCORA LATITANTE SULLE DOMANDE DI SGRAVIO CONTRIBUTIVO
(E NON SOLO QUELLE…)
Dopo più di due mesi dalla pubblicazione dell’apposita
circolare sullo sgravio del 50% dei contributi per artigiani e commercianti
– e dal nostro “alert” sul tema (cfr. Comunicato stampa
UNGDCEC 07-05-2025) – l’INPS non dà ancora
la possibilità di procedere con l’inoltro delle domande di riduzione di quanto
dovuto a titolo previdenziale dai soggetti interessati, con buona pace di
consulenti e operatori che gradirebbero, quantomeno, inviare le richieste a tal
fine.
È pur vero che l’ente previdenziale ha già avuto modo di
esprimersi sulla circostanza per cui, a livello sostanziale, la riduzione
contributiva in esame poteva essere fatta propria dai beneficiari con
versamento ridotto di quanto dovuto alla prima scadenza (già da tempo
trascorsa) in cui l’agevolazione avrebbe trovato applicazione, sanando in
questo modo l’INPS il proprio ritardo e rimandando al contempo l’attuazione
dell’istituto di cui trattasi; il tutto, preme però notarlo, senza un preciso
orizzonte temporale.
Insomma, un’altra occasione indubbiamente persa per garantire
certezza ai destinatari di una normativa già di per sé complessa da applicare –
almeno qualora possibile… – e che prevede punizioni anche sensibili per coloro
che errano nel corretto adempimento. Anche se pare evidente che lo stesso
rigore non riguardi chi, “a monte”, deve rendere operative le regole da
seguire.
Ma, come se ciò non bastasse, vi è a ben vedere anche altro:
di recente il direttore dell’INPS ha infatti annunciato che è quasi pronto
il decreto che permetterà la rateazione dei debiti contributivi in 60 rate,
invece delle 24 attualmente previste. Decreto previsto dalla Legge 203/2024
entrata in vigore il 12 gennaio di quest’anno, per un totale di soli 6 mesi
di (ulteriore) “vagabondaggio istituzionale”, che causerà un importante
aggravio di lavoro negli studi, in quanto le rateazioni richieste da gennaio a
luglio dovranno esser riproposte per coloro che desiderano beneficiare del
maggior numero di rate di cui al decreto in commento.
Se nel caso della “decontribuzione sud”, e in generale in
quello delle agevolazioni per le assunzioni di giovani e donne, il ritardo è
stato imputato all’attesa dell’espressione della volontà europea e quindi
assume connotati di dimensione ultra-nazionale, il tergiversare nelle
casistiche sopra esposte trova aderenza alle dinamiche tipicamente nazionali in
cui le norme enunciate, vengono applicate quando la loro utilità pratica si è
già affievolita.
Non si comprende chi e perché ritardi la redazione di
documenti operativi e predisposizione dei connessi strumenti informatici,
impedendo la corretta programmazione dei lavori negli studi ed alimentando il
proliferare di adempimenti cloni gli uni degli altri; il tutto per la mera
soddisfazione di un impero burocratico lontano ancora dalla forza della
semplificazione.
Roma,15/07/2025
La Giunta UNGDCEC