Più
attenzione ai Giovani nella vita di categoria: non sono solo il futuro, sono il
presente
La riforma
del d.lgs. n. 139/2005 era chiesta da tutti gli attori della nostra categoria,
da diverso tempo e per diversi e validi motivi.
Pertanto, va
accolta sicuramente con favore la volontà del Consiglio Nazionale di proporre
la modifica della norma che disciplina la nostra professione.
Allo stesso
tempo, auspichiamo che la proposta possa tener conto di tutte le osservazioni
che sono arrivate, o che arriveranno, dagli Ordini territoriali, dai Sindacati
e dalle Casse di previdenza.
La riforma
potrebbe avere un impatto notevole sulla professione e, soprattutto, sugli
iscritti, perché - solo per fare alcuni esempi - vengono individuate nuove
materie oggetto della professione, revisionate le incompatibilità e introdotte
le specializzazioni.
Ciò premesso,
l’UNGDCEC lo scorso 30 maggio è riuscita, nel poco tempo consentito, a
partecipare alla consultazione attivata dal Consiglio Nazionale ed a inviare le
proprie osservazioni alla bozza.
La proposta,
nel suo complesso, introduce modifiche complessivamente condivisibili ma,
comunque, migliorabili con il confronto tra tutti gli attori della categoria.
Fra i diversi
punti trattati dalla bozza inviata dal Consiglio Nazionale, innanzitutto si è
favorevoli all’ampliamento delle materie oggetto della professione proposto
con il nuovo articolo 1- bis, considerando
il continuo cambiamento delle nostre attività professionali (dal 2005 a oggi) e
le nuove sfide che ci aspettano.
Avere un perimetro ampio, ma ben definito, fa sì che aumentino le tutele
e non ci siano ambigue interpretazioni, contrasti con altre figure
professionali (soprattutto quelle non ordinistiche).
Materia molto delicata riguarda, invece, le incompatibilità di cui
all’articolo 4: l’Unione condivide la
ratio di snellire le incompatibilità, perché sia la società in cui
viviamo che la professione sono cambiate. Però una riflessione in più andrebbe
fatta sul ruolo attivo del Commercialista in vere e proprie attività d’impresa,
specie con riferimento alla qualifica di socio illimitatamente responsabile di
società di persone che svolgano attività commerciale.
Per quanto riguarda l’introduzione dell’articolo 39-bis sulle specializzazioni, per le quali
l’Unione è stata sempre favorevole, la norma va ben coordinata con i tanti
albi, registri ed elenchi il cui numero andrebbe innanzitutto ridotto.
In attesa di
un loro accorpamento, è necessario coordinare la formazione per le varie
iscrizioni che è sovente ripetitiva e causa notevoli difficoltà e perdite
di tempo per i colleghi, soprattutto quando si è costretti a ripetere la
formazione già fatta per iscriversi in altri albi, registri e/o elenchi.
Occorre quindi coordinare bene la qualifica di professionista specializzato,
non solo con l’accesso diretto ai rispettivi albi, registri ed elenchi ma anche
con gli obblighi formativi di aggiornamento professionale.
Una gestione centralizzata, o almeno ben coordinata, potrebbe non solo
semplificare l'accesso alle informazioni ma anche garantire una maggiore
coerenza nelle politiche di formazione e aggiornamento, favorendo una visione
d'insieme che attualmente manca.
Sicuramente sarà un percorso complicato in quanto bisogna intervenire su
diverse leggi e soprattutto coinvolgere diverse istituzioni, ma bisogna
iniziare a proporre una soluzione migliorativa per i colleghi.
Per esempio, si potrebbe efficientare il sistema attraverso la creazione
di una “Piattaforma Unica” gestita da una sola entità, magari dal nostro Consiglio Nazionale e dove
tutti gli Ordini Territoriali e tutti gli Enti di Formazione Accreditati
possano inserire e certificare la formazione di ogni iscritto.
Così certificate le ore di formazione, queste potrebbero essere valide
per l’iscrizione in diversi albi, registri ed elenchi che spesso richiedono la
stessa formazione, evitando così duplicare la formazione già fatta per
l’iscrizione a un altro albo o per la formazione continua.
Per quanto riguarda i compensi professionali articolo 6 - bis è opinione condivisa la necessità di stabilire dei
compensi minimi come tutela e salvaguardia della prestazione dei
professionisti, magari coordinando il tutto con la norma sull’equo compenso e
cogliendo l’occasione per correggere le storture emerse in quest’ultima.
Altri temi
rilevanti per i giovani sono il tirocinio,
l’esame di Stato e l’accesso alla professione: in riferimento a tali
argomenti abbiamo proposto diverse modifiche e integrazioni.
Considerata
l’importanza e la delicatezza dell’argomento per il futuro della professione
sarebbe necessaria una revisione totale e coordinata anche con il mondo delle
Università.
Per quanto
concerne la retribuzione del
tirocinante, articolo 44 comma 2,
riteniamo che non sia giusto retribuire dopo sei mesi il tirocinante per un
tirocinio che ormai è di diciotto mesi; inoltre, la previsione di un rimborso
spese “forfettariamente concordato” è generica e, a nostro avviso, non tutela
il tirocinante.
Queste, in
sintesi, le nostre principali proposte di modifica con il fine di migliorare la
bozza trasmessa. Proposte che potranno essere aggiornate e/o integrate in
seguito al confronto annunciato fra il Consiglio Nazionale e gli altri
Sindacati.
Come lo
Statuto della nostra associazione ci ricorda, vogliamo ribadire con forza
l’attenzione ai Giovani.
Troppo spesso sentiamo parlare dei giovani come il futuro della
professione ma, spesso, in molti, si dimentica che i Giovani sono il presente.
Pertanto, i Giovani devono essere messi nelle condizioni, come gli altri,
di dare il loro contributo di idee e la loro visione all’interno dei Consigli
degli Ordini e del Consiglio Nazionale.
Per questo,
sarà necessario che nella formazione
delle liste, sia per le elezioni ai Consigli degli Ordini che al Consiglio
Nazionale, debba essere prevista, oltre alla quota di genere – che riteniamo
non vada ridotta come prevede attualmente la bozza di riforma – anche una quota
generazionale, prevedendo che almeno 1/5 dei componenti dei Consigli debba
essere composto da soggetti under 43. Inoltre, vanno ridotti gli anni di
anzianità professionale per l’elettorato passivo sia per i Consigli degli
Ordini che per il Consiglio Nazionale.
Queste ultime
richieste non rappresentano solo una richiesta di parte ma una richiesta
corale, perché siamo convinti che il contributo dei Giovani alla professione di
dottore commercialista e di esperto contabile sia fondamentale per contribuire
all'innovazione, all'efficienza e alla sostenibilità della nostra professione.
La loro
capacità di adattarsi rapidamente alle nuove tecnologie, di portare idee
fresche e innovative rende i Giovani una risorsa preziosa per il futuro della
professione, ma, soprattutto, per il presente.
Roma, 4
giugno 2024
La Giunta
UNGDCEC