TAVOLA ROTONDA
Continuità aziendale e indicatori di crisi: tra coerenza e difficoltà operative
Uno dei pilastri della riforma contenuta nel D.lgs 14/2019 è il tentativo di creare il miglior ambiente giuridico e aziendale per l’emersione tempestiva della crisi e la sua gestione con mezzi che riducano il più possibile i casi di insolvenza.
L’elemento centrale è pertanto costituito dal sistema di allerta e prevenzione introdotto nel Titolo II del Codice. In tale ambito, l’art 13 del CCI definisce il percorso per l’individuazione di “indicatori della crisi”, il cui obiettivo è predire intercettando
le reali ed effettive situazioni di crisi. In merito la Banca d’Italia, nel Novembre 2018, affermava che “L’individuazione delle soglie di allarme (…) non è esercizio semplice”. Il compito di elaborare ed aggiornare appositi indici è affidato al CNDCEC.
Accanto alla sfida costituita dalla predisposizione di tali indici, vi è quella legata alla loro contestualizzazione, applicazione e interpretazione. Un delicato compito che il professionista, nei diversi ruoli (consulente, organo di controllo, professionista indipendente)
si troverà ad affrontare. L’intero “sistema di allerta”, impone anche un nuovo rapporto fra imprese e sistema finanziario, per comprendere come lo stesso si relazionerà con sistemi di monitoraggio e rating del credito.