Convegno Nazionale Ancona: il discorso di apertura del Presidente Dattola.
Giovedì 2 ottobre 2008.
Gentili Signore, Signori, Ospiti, Autorità, Colleghe, Colleghi, Partner, Amici Unionisti
che il due ottobre fosse una data particolare nel percorso della mia vita non ci sono dubbi. Infatti, dopo la nascita di mia figlia a cui faccio gli auguri di buon compleanno, è con immenso piacere che introduco da presidente un nuovo convegno nazionale della nostra associazione.
Reinventare la professione e vivere la vita della nostra associazione come "fonte rinnovabile" di sviluppo è momento di crescita personale e professionale.
Con questo augurio vorrei introdurre questo convegno nazionale che sono sicuro ancora una volta dimostrerà la capacità della nostra associazione di coinvolgere tanti colleghi e di diffondere uno spirito giovanile innovativo, capace di coniugare momenti conviviali con una sana curiosità intellettuale.
Il valore economico attribuito all'azienda dipende, in generale, dalla sua capacità di produrre risultati economici per gli investitori. Alla produzione del flusso di risultati economici - finanziari, che costituisce il fondamento primo del valore economico dell'azienda, concorrono tutte le condizioni produttive di azienda personali e patrimoniali, sia tangibili che intangibili. Il capitale umano ed intellettuale, l'organizzazione, il capitale relazionale sono fattori sempre più importanti per le imprese, le quali devono imparare a valutarli, misurarli, valorizzarli e promuoverli, al fine di migliorare la loro competitività sul mercato. Ma il capitale intellettuale è anche l'elemento di maggior rilievo dei nostri studi professionali, che devono crescere, guardare al futuro, evolversi. La formazione e l'organizzazione sono e diventeranno sempre più fattori competitivi determineranno il successo o meno.
Il patrimonio intangibile rappresenta l'insieme delle risorse immateriali, conoscenze e competenze, che l'impresa è riuscita a generare e alimentare nel tempo e delle quali gli operatori di impresa dispongono. Il patrimonio intangibile partecipa alla formazione dei risultati economici futuri insieme alle altre componenti patrimoniali materiali. E mentre queste ultime e le relative variazioni possono essere individuate e misurate, tale processo risulta più complesso per le componenti del patrimonio intangibile, sia per circostanze oggettive inerenti alla stessa individuazione e misurazione, sia per i principi che presiedono alla redazione del bilancio.
Ancora una volta l'Unione giovani vuole lanciare una nuova sfida e stimolare i professionisti su tematiche innovative: la definizione, l'individuazione, l'analisi, la misurazione e la valutazione degli intangibles e del capitale intellettuale sono attività oggi sempre più importanti per la corretta gestione dell'impresa, per il suo sviluppo e la sua crescita competitiva. In un'economia come la nostra orientata a delocalizzare i fattori produttivi appare indispensabile valorizzare il capitale intellettuale. L'analisi dei fattori che costituiscono il capitale intellettuale, ovvero il capitale umano, il capitale relazionale ed il capitale organizzativo, risultano strategici sia in un'ottica interna di controllo dell'attività e di crescita competitiva, sia nelle relazioni verso gli altri soggetti. Peraltro va tenuto presente che nelle relazioni esterne fattore altrettanto se non più importante è la comunicazione, ovvero la capacità non solo di saper fare ma anche di far
conoscere quello che viene fatto.
Tutte le tematiche che verranno approfondite durante i lavori del convegno cercheranno di stimolare la curiosità dell'utente, tenendo ben presente che nell'affrontare l'analisi delle risorse immateriali la visione deve essere dinamica e non statica: si tratta, infatti, di valutare elementi che variano in continuazione e che devono continuamente essere sviluppati, implementati e valorizzati perché possano essere elementi di sviluppo e di competitività.
Partendo da queste considerazioni cercheremo di approfondire le tematiche di maggiore rilevanza collegate agli intangibles, iniziando dall'introduzione dei concetti fondamentali ed affrontando poi le tematiche della misurazione, valutazione e valorizzazione di tali fattori produttivi.
I relatori introdurranno poi un'analisi rivolta alla capacità di misurare, al monitoraggio ed al controllo degli intangibles, per poi affrontare le tematiche collegate alla comunicazione, alla analisi delle problematiche fiscali e contabili ad essi connesse. Il capitale intellettuale inoltre, rappresentando l'elemento più importante della nostra professione, verrà analizzato affrontando le peculiarità connesse alla organizzazione degli studi professionali ed alla valorizzazione delle risorse umane. Da ultimo verranno affrontate le tematiche relative alla rilevazione ed evidenziazione in bilancio degli intagibles, previste sia dai principi contabili nazionali che internazionali, approfondendo in particolare le problematiche connesse alla applicazione degli Isa per le PMI.
La complessità variegata delle problematiche che in questo momento scuotono la Nostra Associazione e, correlatamente, la necessità assoluta di dare ad esse risposte coerenti, unitarie e propositive, se da un lato mi lusingano perché testimoniano fiducia a livello nazionale nei miei confronti, per altro verso sono tali da far…"tremare le vene e i polsi".
Comincio col sottoporvi la necessità - a mio parere - di dover richiamare l'attenzione di tutti su di un principio informatore che reputo assolutamente prioritario: cioè la difesa e la rivalutazione della nostra intera categoria, affinché essa abbia la forza, la dignità e l'autorevolezza per ergersi quale interlocutore imprescindibile nei confronti della classe politica, delle istituzioni e non ultimo dei nostri clienti.
Ciò sarà possibile solo allorquando sarà superata la logica del frazionamento e del tornaconto personale che sinora hanno fortemente caratterizzato i diversi ambiti di intervento della nostra associazione in occasione di tutti i passaggi e campagne elettorali trascorse.
Ricordiamoci che la nostra associazione, come abbiamo più volte detto, è una "palestra" di vita che difficilmente si può riscontrare nei vari ambiti della professione, dove al proprio interno coesistono colleghi con idee, animi e principi diversi.
E se per alcuni versi tale peculiarità può sembrare una debolezza, per molti altri essa rappresenta la vera forza dell'associazione dove ogni confronto rappresenta lo stimolo per chi si trova a dover scegliere per il futuro dell'associazione.
In questo momento la nostra associazione ha l'obbligo di ripartire, cercando di far convergere le principali Istituzioni verso unici programmi ed obiettivi, dimostrando a terzi che la categoria rema nella stessa direzione.
La nostra associazione ha l'obbligo di difendere le conquiste professionali ottenute in questi anni sul campo e nel libero mercato.
La nostra associazione, in particolare nel prossimo triennio, ha l'obbligo di chiedere un cambiamento che da tempo tutti quanti invochiamo, perché i tempi sono ormai maturi, e che in realtà stiamo già vivendo con l'evoluzione verso un'informatizzazione sempre più avanzata e veloce, verso le nuove competenze dettate dalle nuove normative, in funzione di una eventuale riforma delle professioni che deve tener conto della nostra funzione economica e sociale nel paese. Cambiamento che dovrà dare un maggior risvolto professionale ai giovani colleghi e che è già richiesto dalla base ed in particolare dalla gente comune, che sente sempre di più l'esigenza di avvalersi del dottore commercialista.
La nostra associazione ha l'obbligo di monitorare la riforma previdenziale al fine di garantire quella equità intergenerazionale con trattamenti pensionistici adeguati anche alle giovani generazioni.
L'Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ha sempre guardato con attenzione alle questioni previdenziali rendendosi fin da subito parte attiva attraverso le diverse proposte sviluppate dalla propria Commissione. Le competenze accumulate e la sensibilità mostrata sul tema ha fatto si che gli sforzi profusi siano stati ripagati attraverso l'emanazione di una serie di provvedimenti a favore dei giovani iscritti e della categoria tutta: non è un caso che buona parte dei componenti del C.d.A. e dell'Assemblea dei delegati abbiano fatto palestra presso la nostra associazione e siano comunque di provenienza Unione.
Il programma elaborato in riferimento al quadriennio 2008-2012 può essere separato su tre distinti livelli di uguale importanza: sono certo che la nuova Giunta seguirà con attenzione le tre direttrici e personalmente chiederò una delega su questa materia che reputo fondamentale.
In PRIMO luogo abbiamo il dovere di guardare all'interno della nostra Cassa verificando che, compatibilmente con le periodiche verifiche di stabilità finanziaria, possa proseguire lo schema di lavoro intrapreso dal precedente CDA attraverso una serie di provvedimenti a favore delle giovani e future coorti di colleghi. Riteniamo che ciò sia essenziale non solo rispetto alla nostra naturale mission associativa ma anche perché siamo profondamente convinti che le politiche a favore dell'equità intergenerazionale favoriscano tutti gli iscritti in quanto, riducendo le sperequazioni conseguenti alla recente riforma, rendono il nostro Ente più attraente con evidente beneficio anche per gli attuali pensionati.
La SECONDA questione riguarda il tema dell'unificazione tra le due Casse: la nostra associazione non ha mai rifiutato per partito preso tale eventualità, abbiamo però sempre affermato la necessità di avere le giuste garanzie conoscitive circa la valutazione del debito latente associato ai due Enti. Il fatto che i due Bilanci tecnici siano costruiti su presupposti profondamente diversi tra loro non ci consente di effettuare le necessarie verifiche comparative: riteniamo che una prima indicazione potremo averla non appena la nuova normativa in tema di bilanci tecnici sarà operativa avendo quindi la possibilità di confrontare lo stato di salute dei due Enti. Comunque sia questo tipo di decisione deve essere condivisa ed avvallata dagli Organi istituzionali dei due Enti: non possiamo accettare che su un tema così delicato venga scavalcato il principio di autonomia tipico delle Casse privatizzate, a meno che lo Stato non stravolga il sistema accettando di accollarsi
interamente gli eventuali oneri derivanti dalle errate valutazioni conseguenti a frettolosi provvedimenti.
Il TERZO livello, infine, riguarda l'aspetto programmatico e propositivo in una visione ampia che abbracci il sistema previdenziale dei liberi professionisti nel suo complesso. Riteniamo che eventuali squilibri demografici non debbano essere risolti tra le categorie maggiormente affini (dottori commercialisti/ ragionieri, ingegneri/geometri, etc.) ma che, trascorsi oltre dieci anni dalla privatizzazione delle Casse di assistenza e previdenza dei liberi professionisti, alcuni correttivi debbano essere implementati al fine di garantire l'adeguatezza dell'aspettativa previdenziale di tutti i liberi professionisti così come dettato dall'art.38 della Costituzione Italiana. Poiché le parti maggiormente a rischio sono le componenti giovanili delle diverse categorie professionali, il nostro progetto è quello di costituire una piattaforma di lavoro con le diverse rappresentanze sindacali dei giovani professionisti mettendo a disposizione le competenze finora accumulate allo scopo di individuare
interventi correttivi condivisi, volti ad accrescere le garanzie di una pensione degna anche per le coorti dei giovani liberi professionisti.
Per questo mi sento di ribadire che è giunto il momento, ognuno nel rispetto dei propri ruoli, in cui necessita far converge gli obiettivi del Consiglio Nazionale, delle Casse di Previdenza, dell'Istituto di Ricerca dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, dell'Unione Giovani Dottori Commercialisti e Esperti Contabili e di tutte le altre Associazioni verso una CATEGORIA forte e coesa, al fine di mantenere e migliorare il proprio target di preparazione professionale, la propria sana e corretta deontologia e di far crescere la nostra autorevolezza, conquistata sul campo, da parte di tutti i soggetti terzi sia pubblici che privati.
Occorre quindi ripartire con la carica che ci ha sempre contraddistinto, con l'insieme di ricchezze personale di cui - sono certo - l'Unione è ancora dotata e senza tornaconti personali che poco hanno arricchito la nostra associazione, proseguendo quindi nell'ottica della coesione e del bene comune.
Tutto questo io mi auguro che sia possibile già da adesso, già a partire dalla nuova Giunta che si insedierà ad ottobre.
Tutto questo io chiedo al nuovo Presidente…. Perché si possa tornare agli antichi allori.
Concludo con i ringraziamenti a Luca Gabrielli e a tutti i colleghi che hanno reso possibile questo Convegno Nazionale a dimostrazione ancora una volta della forza degli Unionisti.
Grazie e Buon lavoro a tutti
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