Comunicato Stampa - Liberalizzazione cessione quoteL'UNGDC CONTESTA LA PRESA DI POSIZIONE DEL NOTARIATOIn un contesto sociale ed economico nel quale le richieste di liberalizzazione ed efficienza si fanno sempre più pressanti, plaudiamo alla decisione dell'Esecutivo che propone di far scegliere ai cittadini, al fine del riconoscimento della data certa della cessione di quote, tra l'autentica notarile e la firma digitale. Non condividiamo la presa di posizione del presidente del notariato Paolo Piccoli, in quanto siamo convinti che permettere una scelta del cittadino sia la strada giusta. Si tratta della semplice presa d'atto di ciò che l'evoluzione tecnologica da tempo consente e del tentativo di far partecipe la collettività dei relativi benefici. È vero altresì che oggi il cliente si rivolge a due professionisti in quanto il commercialista è comunque sempre il primo consulente di imprese e società e il notaio interviene sempre in un momento successivo. È chiaro che il problema del furto d'identità su internet è certamente serio e coinvolge settori ben più rilevanti rispetto a quello in discussione in questi giorni (si pensi alle transazioni bancarie), ma già da tempo l'utilizzo della smart card consente più che soddisfacenti margini di sicurezza, certamente paragonabili a quelli tradizionali, posto che anche le carte d'identità sono falsificabili e falsificate e che il notariato non ha ancora previsto il test del dna al fine del riconoscimento dei clienti. Come nel medio evo si paventava lo spettro della peste, oggi i notai prefigurano altri scandali come quelli dei mutui americani, laddove si decida di fare a meno di loro. Se così fosse, viste le pesanti conseguenze sull'economia mondiale cagionate dalla crisi dei mutui sub prime, il prossimo G8 avrebbe tutto l'interesse a creare un notariato mondiale (rigorosamente a numero chiuso) al quale affidare, serenamente, il controllo delle transazioni mondiali. Anche sul tema dei maggiori costi non si pone il problema, in quanto dal 2006 non esistono tariffe minime per i dottori commercialisti e, inoltre, se i notai sono meno costosi, non si capisce la preoccupazione di Piccoli, visto che i cittadini continuerebbero a rivolgersi a lui ed ai suoi colleghi. Diffondere notizie non veritiere per creare il panico nel cittadino non informato è un mero tentativo di difendere una rendita di posizione, incurante delle esigenze di modernità e di liberalizzazione del nostro Paese, da tempo troppo ingessato, tentativo ancora di più inopportuno se si pensa all'attuale contesto economico italiano. Il Governo ha, infatti, ritenuto necessario introdurre una tassazione aggiuntiva per quei soggetti che, pur operando nel mercato, beneficiano di vantaggi competitivi tali da rendere la loro redditività superiore alla media (la c.d. Robin Hood Tax). Roma, 25 giugno 2008. Leggi anche: Intervista a Paolo Piccoli - Presidente del Notariato MERCOLEDÌ 25 GIUGNO 2008 - 16:18:58
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