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31 MAG 2018

Comunicato stampa - Riserve di legge

IL SINDACATO UNIONE NAZIONALE GIOVANI DOTTORI COMMERCIALISTI ED ESPERTI CONTABILI: “RISERVE DI LEGGE ED ESCLUSIVE: LE ABBIAMO MAI AVUTE?”


Roma, 31 maggio 2018 - “Riserve di legge ed esclusive: le abbiamo mai avute?”. Così l’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (UNGDCEC) commenta l’ordinanza numero 13342 del 28 maggio scorso con cui la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso nel quale venivano richiesti i compensi per la consulenza fiscale, tributaria e per l’elaborazione di dati contabili fatta per una cooperativa.

L’Unione Giovani precisa che la controversia a cui si fa riferimento, in sede civile, partiva da un “mancato pagamento” di prestazioni fornite da un non iscritto all’albo, riguardanti la “tenuta di scritture contabili, redazione di modelli Iva, dichiarazione dei redditi e conteggi Irap e Ici”.

L’ordinanza della Corte di Cassazione è in linea con la posizione assunta dalla Corte Costituzionale che, già con la sentenza n. 418 del 1996, indicava il principio generale secondo cui la determinazione del campo delle attività professionali non deve portare ad attribuzioni di attività in via esclusiva. Tale principio può ritenersi derogato solo per effetto di un’univoca ed espressa disposizione attributiva di funzioni e competenze esercitabili solo dalla categoria professionale.

In altri termini, se nella norma delegante non si rinviene alcuna attribuzione in via esclusiva di competenze, la norma delegata non può dettare un elenco tassativo di attività esclusive. Registriamo allora un passo indietro? E la pronuncia delle Sezioni Unite del 2012?

Ciò che è sfuggito è che si tratta però di ambiti diversi.

La sentenza della Cassazione penale a sezioni unite numero 11545 del 2012, emessa dopo l’entrata in vigore del decreto legislativo 139 del 2005, si era occupata, infatti, dell’esercizio abusivo della professione. La Suprema Corte stabilisce che è punibile penalmente, a norma dell’articolo 348 del Codice Penale, l’esercizio di attività che pur non essendo riservata in via esclusiva alla professione di Commercialista “venga realizzato con modalità tali, […] da creare, in assenza di chiare indicazioni diverse, le oggettive apparenze di un'attività professionale svolta da soggetto regolarmente abilitato”.

Per questi motivi la tutela, è naturale, che debba essere ricercata non tanto nell’oggetto delle nostre competenze, ma nel segno distintivo del “come” l’appartenenza a un albo ci permette di declinarle.

“Dobbiamo affermare la nostra identità, consolidare la nostra comunità e ritrovare unitarietà” dichiara il Presidente Daniele Virgillito.

“Più si diffondono i caratteri di cultura, identità ed etica della professione - sottolinea Virgillito - più i dottori commercialisti si lasceranno alle spalle l’idea di essere semplicemente una moltitudine indistinta di soggetti accomunati esclusivamente dall’iscrizione all’albo. Senza identità, non c’è comunità, senza etica non c’è giustizia e, senza di questa, non c’è Stato”.

La Giunta UNGDCEC