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Novità - News dall'Unione - 28 aprile 2014

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COMUNICATO STAMPA EQUIPOLLENZA

logonews lunedì 28 aprile 2014

IPSE DIXIT: “Senza la previsione di maggiori oneri e di nuove sessioni di esame”

 

La conversione del decreto-legge 30 dicembre 2013, n. 150 (cosiddetto Decreto Milleproroghe) sul finire del mese di febbraio u.s. ha previsto, all’art. 9 comma 14 che “ai fini dell'iscrizione al Registro (dei Revisori) sono esonerati dall'esame di idoneità i soggetti che hanno superato gli esami di Stato di cui agli articoli 46 e 47 del decreto legislativo 28 giugno 2005, n. 139, fermo l'obbligo di completare il tirocinio legalmente previsto per l'accesso all'esercizio dell'attività di revisore legale, nel rispetto dei requisiti previsti, in conformità alla direttiva 2006/43/CE, con decreto del Ministro della Giustizia, sentito il Ministro dell'Economia e delle Finanze, da adottare entro venti giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, senza la previsione, per i candidati, di maggiori oneri e di nuove sessioni di esame”.

 

Si tratta, come più volte ribadito, di un grande risultato per tutti i futuri giovani professionisti, ottenuto a seguito di forti prese di posizione in tale senso da parte dell’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili e grazie alla perseveranza dell’onorevole Enrico Zanetti, ora Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, che a suon di interpellanze ed emendamenti ha condotto questa giusta ed importante battaglia dal punto di vista legislativo.

 

In tale clima di generale soddisfazione collegato al riconoscimento del fatto che “il commercialista è revisore”, è emersa come nota piuttosto stonata l’anticipazione secondo cui sarebbe ormai imminente l’emanazione da parte del Ministero della Giustizia del decreto che fisserà le nuove regole d’accesso al Registro dei Revisori sulla base delle seguenti previsioni:

 

-    garantire l’equipollenza a chi, alla data di entrata in vigore del Decreto in questione, avrà superato l’esame da Dottore Commercialista, dopo aver comunque maturato i tre anni di tirocinio necessari per il decorso della pratica da Revisore Legale (è a tal fine importante la recente “riapertura” del Registro dei revisori legali);

-    necessità da parte dei soggetti non rientranti nella precedente fattispecie di svolgere, in modo facoltativo, una prova aggiuntiva riguardante le materie previste dall’art. 8 della Direttiva Europea n.2000/43/Ce in tema di revisione.

 

L’UNGDCEC si oppone fortemente a tale secondo potenziale sviluppo della disciplina. La norma afferma esplicitamente che ai fini dell’iscrizione al Registro dei Revisori i neo abilitati dottori commercialisti non debbano sostenere maggiori oneri (e ci mancherebbe altro!), ma soprattutto non debbano affrontare nuove sessioni di esame. L’introduzione quindi di una quarta prova, oltre a caratterizzare l’intera procedura di verifica quale una snervante “maratona” composta da 4 prove scritte ed una prova orale, va esplicitamente contro una norma di legge già approvata. CIO’ NON E’ POSSIBILE.

 

Oltre a ciò, ribadiamo come sia INSPIEGABILE introdurre una quarta prova su argomenti già oggetto di accertamento nelle prove precedenti, ed in particolare nella prima e nella terza prova.

È infatti previsto che per l’iscrizione nella Sezione A dell’Albo, le prove scritte consistono in “a) una prima prova vertente sulle seguenti materie: ragioneria generale e applicata, revisione aziendale, tecnica industriale e commerciale, tecnica bancaria, tecnica professionale, finanza aziendale; (…); c) una prova a contenuto pratico, costituita da un'esercitazione sulle materie previste per la prima prova scritta ovvero dalla redazione di atti relativi al contenzioso tributario”.

 

Da cosa pertanto dovrebbe essere motivata la tanto temuta sanzione a carico dello Stato italiano paventata da alcuni (in particolare dall’Istituto Nazionale Revisori Legali) in caso di riconoscimento dell’equipollenza tra i due esami visto che la materia della “revisione aziendale” è oggetto di ben due delle tre possibili prove di accertamento per l’esame da Dottore Commercialista? La principale motivazione addotta viene identificata sulla base di una assolutamente discutibile nota della Commissione Europea a firma del Dott. Ugo Bassi, che motiva la possibile non equipollenza sulla base del fatto che l’esame di abilitazione alla professione di Dottore Commercialista non prevedrebbe la verifica delle competenze sulle seguenti materie: “c) principi contabili internazionali; (…); f) gestione del rischio e controllo interno; g) revisione contabile e capacità professionali; h) obblighi giuridici e norme professionali riguardanti la revisione legale dei conti ed i revisori legali; i) principi di revisione internazionali; j) deontologia professionale ed indipendenza”. Si tratta di FOLLIA PURA. Stupisce di scorgere tanta leggerezza, per usare un eufemismo, nella nota in oggetto, soprattutto da un ente rappresentativo di una istituzione quale la Commissione Europea che da sempre ci ha abituato a interpretazioni sostanziali, e non prettamente letterali, delle norme. Dire che la materia “ragioneria generale ed applicata” non include la tematica dei “principi contabili internazionali” sarebbe come dire che la materia di “diritto tributario” non include la tematica dell’IRES, in quanto non esplicitamente prevista; o, per restare in tema, che la materia della “revisione aziendale” non include, tra le altre, “revisione contabile e capacità professionali” o “principi di revisione internazionali”. Come è evidente anche a chi non è particolarmente ferrato in materia, le seconde rappresentano tematiche specifiche della più ampia materia “revisione aziendale”, che da sempre il commercialista conosce e pratica proprio perché “il commercialista è revisore”. In definitiva, quindi, le materie elencate dal D.Lgs. 39/2010, che riprende la direttiva europea in materia di revisione, devono essere necessariamente lette come una declinazione del più ampio concetto espresso dal termine "revisione aziendale", già presente nel D.Lgs. 139/2005.

Signori, ma allora: di che cosa stiamo parlando? di cosa abbiamo realmente paura? Dell'Europa davvero? O l'Europa rappresenta solo un decantato pretesto che cela squallidi tentativi di parte?

Indipendentemente da quale sia l'effettiva risposta, l'UNGDCEC attende impaziente di leggere nell'emanando DM l'unica soluzione equa e razionale, peraltro normativamente disposta, all'annosa quanto strumentale questione.


La Giunta UNGDCEC

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 





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