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Novità - 23 giugno 2011

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COMUNICATO STAMPA FISCO

logonews giovedì 23 giugno 2011 ore 11:16

Fisco: Al ministro Tremonti: il Paese ha bisogno di certezze.

Roma, 23 giugno 2011.

L'UNGDCEC dice basta ai rinvii delle scadenze dovuti a inefficienza e buona dose di laissez faire dell'amministrazione finanziaria.

Da anni si assiste a un sistematico quanto penoso rinvio delle scadenze dal 16 giugno al 6 luglio, solo perché l'amministrazione finanziaria non è in grado di fornire per tempo i dati e i software necessari. Così in prossimità delle scadenze, quando i professionisti, con la solita diligenza, si sono affannati a ottemperare nonostante tutto, per evitare danni ai clienti, si subisce un rinvio.

Rinvio che comporta una forte perdita di credibilità dell'Amministrazione e altrettanto forti disagi per i contribuenti ed i professionisti che li assistono, perché comunque lo slittamento dei termini è concesso in misura di gran lunga inferiore ai notevoli ritardi dell'amministrazione finanziaria nel rilascio degli strumenti.

Alcuni anni fa, una legge dello stato aveva previsto che i dati per gli studi di settore avrebbero dovuto essere rilasciati entro il mese di settembre dell'anno in cui andavano applicati.

Come mai non se ne parla più?

Sempre in quel periodo era stato ipotizzato l'anticipo dei pagamenti a fine maggio e l'invio delle dichiarazioni entro luglio.

Pochi anni dopo si parla di rinvio verso l'estate e, continuando cosi, arriveremo a Natale per sapere se i dati dichiarati sono considerati ragionevoli dallo stato.

Di fronte ad una simile incapacità organizzativa, non possono non tremare i polsi pensando a come verrà gestito il rapporto con il contribuente in funzione del nuovo redditometro che, inopinatamente, sta venendo snaturato dall'Agenzia delle entrate in un vero e proprio studio di settore per famiglie.

Così procedendo, l'unico cambiamento culturale che sarà in grado di produrre il redditometro sarà quello di mettere anche i lavoratori dipendenti di fronte al fatto che le lamentazioni del popolo delle partite IVA nei confronti delle inefficienze e delle prevaricazioni dell'amministrazione finanziaria sono più che giustificate.

Un Paese che vuole combattere veramente il sommerso e l'evasione deve innanzitutto dare l'esempio nel rispetto delle regole. Questo esempio non solo non viene dato ma non si ha nemmeno la sensazione che interessi a qualcuno. A cominciare da chi ha le più alte responsabilità.

Si può pensare di essere in Paese serio se non si ha nemmeno la serietà di rispettare le regole che ci si è dati?

Chiediamo al ministro Tremonti di intervenire affinché anche nel nostro Paese finalmente in materia fiscale ci sia la certezza del diritto che è alla base del rispetto dello stesso.

In uno stato pronto a trovare rinvii e scuse per gli errori della sua amministrazione e a sanzionare i ritardi dei contribuenti non ci può essere sviluppo né ripresa.

L'UNGDCEC, così come si è espressa con forza nel deplorare l'uso dei condoni e l'utilizzo di salva condotti di natura processual/tributaria per coloro che non hanno ritenuto primario il proprio ruolo di cittadino/contribuente, allo stesso modo stigmatizza un'Amministrazione Finanziaria rea, ancora una volta, di aver disatteso ai propri compiti.

Di questo passo il condono fiscale risulterà il corollario a cui tenderanno le istanze di chi è, ormai, abituato a ritenere la norma fiscale un obbligo per molti, ma non per tutti e soprattutto non per se stesso.

Si allega l'interrogazione parlamentare presentata dall'On.le Fogliardi, segretario della Commissione Finanze della Camera, in recepimento delle osservazioni formulate dall'UNGDCEC nel presente comunicato.



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